Presupposti per l'allenamento di base del calcio

L'allenatore

La parola d'ordine di ogni allenatore di bambini è: pazienza. Non bisogna mai perdere il controllo di sè anche quando l'esuberanza dei piccoli supera ogni limite e si è consapevoli di aver fatto tutto il possibile per evitare che il caos prenda il sopravvento. Spesso non è il caos il male peggiore ma la mancanza di fiducia. Chi svolge attività di base non si aspetta vittorie ma attende che emergano e si consolidino i giusti comportamenti.

Più i giocatori sono piccoli e meno hanno bisogno di parole, spiegazioni o interventi che bloccano l'esercizio. Sono il gioco e le partitelle ad insegnare più di qualsiasi discorso. I bambini si aspettano di divertirsi facendo tantissime attività di facile apprendimento e dimostrano spontaneamente e chiaramente la soddisfazione e il desiderio di partecipare agli allenamenti.

L'allenatore è un educatore che deve avere sempre ben presenti i principi dell'allenamento di base:

  1. il protagonista è il giocatore, non l'allenatore. Il gioco e gli interventi devono adattarsi alle reali necessità dei giovani calciatori e non alle eventuali aspettative dei tecnici, dei dirigenti, delle società, delle famiglie o della società. Tutti giocano, non solo i più forti.
  2. organizzare l'allenamento e le partite: la scelta degli spazi, dei tempi e delle squadre di gioco devono essere pensati e preparati in anticipo essendo importanti fattori che influenzeranno il buon esito delle sedute di allenamento. Le competizioni devono essere scelte sulla base delle capacità dei giocatori
  3. clima sereno: curare l'instaurarsi di rapporti empatici tra tutti i giovani giocatori e con l'allenatore eliminando l'ansia da prestazione, non rimarcando gli errori, sottolineando in positivo gli atteggiamenti costruttivi da parte dei giocatori
  4. aumentare il tempo di impegno motorio: scegliere i giochi per dare la possibilità ai giocatori di muoversi il più possibile riducendo i tempi morti, trasformando le file statiche di attesa del proprio turno in chiamate che premino i più attivi, non eliminando mai alcun giocatore dal gioco
  5. +gioco, -esercizi: giocare è una cosa seria per tutti i bambini. In età giovanile è fondamentale aumentare il gioco rispetto agli esercizi in quanto il gioco coinvolge maggiormente dell'esercizio la sfera emotiva/relazionale rispetto a quella tecnico/tattica che sarà progressivamente sviluppata solo a partire dalle categorie maggiori (dagli esordienti in poi si può iniziare ad allenare la tattica individuale). Si tratta quindi di trasformare gli esercizi analitici contraddistinti da ripetizioni di gesti non imprevisti e senza la presenza di un avversario in giochi di confronto, di sfida o situazionali con un certo grado di imprevedibilità e la presenza di un certo numero di avversari che costringe il calciatore a inventarsi una propria soluzione in un contesto che è anche più simile a quello della partita (il gioco principe)
  6. educare attraverso il movimento*: sviluppare la relazione tra la pratica sportiva tradizionalmente intesa (l'unione di efficienza fisica e coordinazione motoria) e altri ambiti della persona quali la creatività, l'autonomia, la consapevolezza, il pensiero critico, l'espressione emotiva, la capacità di relazionarsi costruttivamente, di creare legami e di esprimere le proprie emozioni. Deprecare la medicalizzazione eccessiva, uno stile di vita e abitudini alimentare non adeguate, l’agonismo esagerato, la competizione esasperata, l’ansia, il tifo in negativo, il sovraccarico fisico o lo svolgere l'attività senza le necessarie condizioni di sicurezza per la propria salute, ricercare scuse o alibi per giustificare un insuccesso. Contrastare qualsiasi prepotenza e discriminazione, non rimarcare l'errore, sviluppare la comunicazione, servirsi dell'auto-arbitraggio. Nello spogliatoio elogiare la coerenza, lo sforzo di comprensione verso sè stessi e l'altro, il dialogo, risolvere pacificamente i litigi e le incomprensioni, evidenziare le similutudini tra l'attività sportiva e la vita di ogni giorno; educare ad alimentarsi correttamente (dalla prima colazione allo spuntino prima dell’attività fisica), a curare e preparare il proprio materiale sportivo (farsi la borsa, pulirsi le scarpe, imparare a vestirsi a seconda della temperatura esterna, allacciarsi correttamente le scarpe; ecc.) e ad avvisare in caso di assenza
  7. appassionare allo sport*: combattere la sedentarietà (il 40% della popolazione italiana lo è), coinvolgere i genitori, fare giochi ed esercizi di attività motorie extra-calcistiche, trasmettere il piacere di allenare e godere nel vedere i ragazzi che si allenano, fanno fatica e stanno insieme ai compagni con piacere. Evitare l'utilizzo di punizioni di tipo fisico (tipo giri di campo, flessioni, piegamenti, balzi) per non associare l'attività fisica ad una sensazione di negattività
  8. orientarsi al compito*: per svolgere un compito che gli è stato assegnato (quasi sempre da un tecnico o un genitore) il giocatore dovrà risolvere dei problemi dovuti alla presenza e bravura (percepita) degli avversari o della difficoltà (percepite) del gioco di per sè. L'impegno e il convolgimento con cui il giocatore affronterà l'attività dipenderanno anche dalla percezione di potercela o meno fare a svolgere quel dato compito. Se l'obiettivo non è quello di fare una prestazione ma di svolgere il compito meglio della volta precedente allora ciascun giocatore sentirà che è possibile farcela. Sarà importante scegliere obiettivi che non diano importanza al confronto di prestazione con gli altri. Alcune attività devono essere non finalizzate al raggiungimento di un obiettivo specifico ma lasciate alla libera intepretazione di ciascun giocatore. Il bambino trova gratificante quando migliora le sue capacità e abilità. Far giocare tutti per un numero minimo di minuti e in tutti i ruoli, formare gruppi misti per abilità, accettare gli insuccessi, giocare con fiducia e coraggio, prevedere nel corso della stagione una progressione di complessità, trasmettere i principi di gioco, elogiare doti caratteriali del giovane allievo piuttosto che le doti fisiche o le prestazioni
  9. includere*: il calcio è un gioco per tutti indipendentemente da capacità, età, sesso, ceto sociale, etnia, ambiente familiare, pratica, interesse. Dare attenzione e distribuire equamente in qualità e quantità a seconda delle esigenze di ciascun giocatore le indicazioni fornite evitando paragoni tecnici e negativi tra compagni o con gli avversari, trovando soluzioni per rendere piacevole e soddisfacente il gioco per tutti equilibrando le squadre e prevedendo attività con più livelli di difficoltà in modo che ogni calciatore possa scegliere liberamente il grado col quale si vuole cimentare. Assegnare compiti di responsabilità, tipo la fascia di capitano, se possibile a ogni giocatore. Assegnare compiti di supporto ai giocatori più bravi tecnicamente per insegnare ai meno bravi in un clima di collaborazione positivo. Parola d'ordine: Pazienza!
  10. variabilità della pratica*: sperimentare e sviluppare sequenzialmente un'ampia gamma di esperienze motorie proponendo sedute destrutturate, utilizzando materiali diversi, chiamate randomiche, inserendo varianti (anche di forza, velocità, angoli d'azione) nelle attività tecniche secondo una complessità e difficoltà progressive

 

*L'allenamento di base necessità di una parola d'ordine, la pazienza, in quanto mira alla formazione e, attraverso alcuni dei pilastri (l'educazione, l'appassionare allo sport, l'orientamento al compito, l'inclusione, la variabilità della pratica), si rivela un investimento a lungo termine.

 L'allenamento vero e proprio è trattato nell'articolo riguardante l'allenamento del calcio in età giovanile.

 

Vivere

  • 10 10 2016

    E' complicato definire lo stato di sonno nell'adulto, definire le particolarità del sonno del bambino è ancora più difficile.

  • 16 02 2016

    Non esiste lo stile di vita perfetto. Un fenotipo rosso può esporsi al sole scozzese senza bisogno di particolari creme solari mentre un nero centrafricano non potrà vivere in Islanda senza una adeguata integrazione di vitamina D. Tutto è relativo ma ci sono dei criteri che possono aiutarci a capire quali comportamenti sono più a rischio e quali da evitare.

  • 31 03 2016

    Come spezzare l'incantesimo generato dalla mistura di stress, inquinamento, cibo spazzatura, farmaco-dipendenza e insostenibilità nel quale la vita moderna ci tiene prigionieri ?

    Cambiare modo di vivere non è impossibile.

  • 14 11 2016

    Attualmente non esistono criteri scientifici per valutare un eventuale deficit di Vitamina D in una donna gravida nè le conseguenze negative che un certo stato carenziale potrebbe comportare per la salute della mamma e del neonato.

  • 07 01 2017

    Il piano del parto è la descrizione di un progetto di nascita riguardante il travaglio e il parto che si svolgerà all'interno di strutture ospedaliere ma anche in casa. Va presentato e fatto controfirmare, possibilmente nei mesi prima del parto, all'ostetrica e ai primari di ginecologia e neonatologia della struttura ospedaliera presso cui si è orientati a partorire. 

  • 20 05 2023

    Il nostro sistema motorio non è più da considerarsi un mero esecutore passivo degli impulsi provenienti dagli organi di senso quanto piuttosto un sistema adibito alla comprensione degli atti altrui, includendo la possibilità di codificare tipo, modi, tempi di realizzazione e anche, ovviamente, l'esecuzione di un'azione.

  • 31 10 2019

    Spesso i genitori non sono ancora consapevoli dei pericoli (dieci motivi per non dare lo smartphone a tuo figlio) che lo stile di vita moderno comporta rispetto, ad esempio, alla facilità con la quale un bambino è esposto ai rischi dovuti all'uso improprio o prolungato di dispositivi delle nuove tecnologie (TV, tablet, cellulari, smartphone, etc). Sono state pubblicate le raccomandazioni della Società Italiana di Pediatria che mettono dei paletti ben precisi all'uso smodato o fuori del controllo dei genitori da parte dei più piccoli.

Guarire

  • 24 09 2016

    Le malattie moderne della società occidentale sono: Infarto, Ictus, Aterosclerosi, Diabete di tipo II, Sovrappeso, Obesità, Insulino resistenza, Attacco cardiaco, Disordine metabolico, Demenza, Cancro, Osteoporosi. Rachitismo, Carenza di Ferro, Autoimmunità.

  • 29 07 2016

    [in costruzione]

    Molte malattie autoimmuni hanno cause simili e sintomi correlati. Per quanto riguarda le cause bisogna distinguere quelle predisponenti la malattie da quelle che la fanno scatenare. Le prime determinano se una persona ha più o meno probabilità di contrarre nella sua vita una o più autoimmunità, le seconde detetminano il giorno in cui si scatenano i sintomi.

  • 03 03 2016

    L'alimentazione insieme all'epigenetica, al microbioma e allo stile di vita è una delle componenti che più influiscono sulla salute. Non esiste una dieta idealmente efficace per tutti anzi c'è una tendenza a personalizzarla. La ricerca scientifica ha determinato alcune linee guida ma di ordine molto generale. Le recenti evidenze microbiologiche nell'apparato digerente hanno trovato relazioni tra la salute e il microbiota, e quindi riaffermato l'importanza dei cibi che si assumono. Per meglio mantenerci in salute vanno usate modalità di coltivazione più naturali.

  • 16 06 2017

    Nel passato le vaccinazioni di massa hanno contrastato alcune pericolose malattie come il vaiolo nel XVIII secolo e la poliomelite XX secolo ma oggi, in assenza di  epidemie, sono messe in discussione. Desta stupore l'obbligo indiscriminato di vaccinazione (e mutivaccinazione) fin dalla più tenera età (2/3 mesi), anche per i prematuri, contro malattie localmente eradicate (come poliomelite e difterite), poco presenti (come la meningite da meningococco), diversamente contagiose (come l'epatiteB e il tetano) e pericolose per i soggetti più deboli (come morbillo, parotite, rosolia e varicella).

  • 19 05 2016

    La Vitamina D è un pro-ormone liposolubile coinvolto nella regolazione del calcio che è in grado di ridurre il rischio di tumori, la sintomatologia di malattie autoimmuni, neurodegenerative e cardiovascolari. Per il 90% è sintetizzata dalla pelle quando è esposta direttamente alla luce solare, recisamente quando i raggi ultravioletti della banda B (315-280 nm) incidono sulla pelle. Il restante 10% è assunto tramite dieta.  Nell'ultimo decennio l'RDA giornaliera è stata oggetto di numerosi studi che ne hanno periodicamente riconsiderato il valore raccomandato.

  • 08 05 2016

    Scarica il decalogo ISDE (Medici per l'ambiente dell'ISS, Istituto Superiore di Sanità) riguardante la prevenzione della salute dagli inquinanti ambientali come il particolato sottile (PM10-2,5), interferenti endocrini (BPA o bisfenolo), pesticidi (gliphosato) e altre sostanze chimiche tossiche

Coltivare

  • 13 02 2016

    "Chi non pota, pota e chi pota, non pota" [vecchio proverbio siciliano, cit. Prof. Sottile]

    Potare significa modificare la forma di un albero in modo che possa crescere e fruttificare in modo equilibrato e adatto alle sue capacità. La potatura è una pratica che deve essere eseguita da personale esperto e attento al tipo e alla storia pregressa della pianta. I tagli, ridotti al minimo indispensabile per evitare pericolosi stress, devono essere considerati nell'ambito di una gestione complessiva della pianta.

  • 23 05 2016

    Lliberamente tratto da Agroecologia (Olivucci) in Laboratori dal basso

    Appunti per l'autoproduzione e il libero scambio tra contadini solidali di semi sani che conservano le caratteristiche della varietà e che sono ottenuti da impollinazione aperta cioè riproducibili le caratteristiche della varietà non ibrida, no OGM, e priva di qualsiasi manipolazione genetica.

  • 08 05 2016

    Una pianta è Autofertile quando è in grado di impollinarsi da sola (auto-impollinarsi) mentre quando il polline di una pianta non è compatibile con l'ovulo della stessa pianta si dice che una pianta è Autosterile.

  • 14 12 2015

    Si coltiva principalmente per produrre cibo (per sè e/o anche per altri) rispettando il naturale equilibrio delle fondamentali matrici fondamentali: il suolo, cioè la terra madre che accoglie, mantiene e fa evolvere la vita e la vita del suolo cioè il suo microbioma.

  • 11 04 2016

    L'orto naturale è coltivato secondo i dettami dell'agricoltura naturale che è un metodo di coltivazione per produrre cibo di qualità nel modo più naturale possibile, mantenendo o aumentando la fertilità del suolo senza impoverire i contadini.

  • 21 07 2016

    La rotazione è per convenzione una esigenza agronomica funzionale all'aumento della resa e della qualità del prodotto e stabilisce un ordine con cui si devono susseguire l'un l'altra le famiglie vegetali coltivate. Questo ordine dipende dalle esigenze nutritive delle singole specie coltivate.

Mangiare

  • 10 05 2016

    Adrenal Reset Diet, un innovativo approccio dietetico per ripristinare il corretto funzionamento surrenale. Uno dei problemi della moderna società di tipo occidentale è lo stress, in tutte le sue sfaccettature: fisico (legato all’ambiente in cui si vive e alle patologie croniche di cui si soffre), sociale (dovuto alla qualità delle relazioni che si mantengono), mentale (dovuto al modo in cui si reagisce alle situazioni che la vita presenta).

  • 16 02 2016

    Alimentarsi in modo naturale necessità di mangiare cibo naturale cioè coltivato in modo naturale. Questo tipo di cibo risulta più sano e nutriente e questo consente al nostro organismo di rimanere in salute, di prevenire le malattie moderne moderne e per contribuire a conservare l'ambiente naturale.

  • 18 02 2016

    Il latte materno è l'unico alimento, oltre all'acqua, completamente digeribile e funzionale alla salute. Tutti gli altri alimenti non tossici alle dosi consigliate sono comunque costituiti da un complesso di sostanze il cui effetto sulla salute spesso non è stato ancora ben studiato e/o ben capito.

  • 05 11 2016

    Molti stanno tornando a vinificare in proprio per avere un vino di qualità e sano, senza aggiunta di lieviti e solfiti ma non è per niente facile e ci vuole molta conoscenza, capacità, impegno e impiego di risorse per riuscire in questa impresa. Si dovrebbe bere vino senza solfiti aggiunti.

  • 27 11 2016

    L'animale che sente di essere a rischio di morire si mette autonomamente a digiuno. Per digiuno si intende nessuna assunzione di cibo ed è obbligatorio bere acqua durante qualsiasi tipo di digiuno. La scelta di digiunare va sempre concordata col proprio medico di fiducia e non deve essere fatta per seguire mode o col fai-da-te. 

Educare

  • 09 06 2017

    L'avventura dell'educazione parentale (o homeschooling, come la chiamano gli anglofoni) è una scelta che coinvolge tutta la famiglia in un groviglio inestricabile di esperienze ed emozioni e offre l'opportunità di approfondire la relazione tra genitori e figli in un contesto soggettivo, identitario e di appartenza già consolidato per cui non favorisce nuove tipo socializzazioni. La mancanza di socializzazione è la difficoltà maggiore per cui, specie in contesti di famiglie senza molti fratelli o sorelle, è saggio affiancare alle attività di istruzione parentale anche ulteriori proposte volte alla socializzazione al di fuori del contesto familiare (sport di squadra, giochi con altri bambini). 

  • 24 03 2023

    Il tradizionale metodo di allenamento prescrittivo per l'attività di base basato sulla pratica deliberata (ripetizioni in una progressione lineare dal semplice al difficile) è stato affiancato da metodi basati sulla Pedagogia Non Lineare.