Il comma 3 dell'articolo 3 del decreto vaccini prevede che venga impedito ai non vaccinati di accedere alle scuole dell'infanzia perchè non essere vaccinati metterebbe a rischio la salute degli altri, come sostenuto da alcuni (vedi la martellante opera di propaganda di alcuni professionisti del settore). Vediamo vaccino per vaccino se è vero che era necessario impedire l'accesso alle scuole materne per impedire o diminuire l'effettiva circolazione dei patogeni. Vaccinare indiscriminatamente tutti i neonati protegge gli altri (non vaccinati e/o non vaccinabili)?
Nel passato le vaccinazioni di massa hanno contrastato alcune pericolose malattie come il vaiolo nel XVIII secolo e la poliomelite XX secolo ma oggi, in assenza di epidemie, sono messe in discussione. Desta stupore l'obbligo indiscriminato di vaccinazione (e mutivaccinazione) fin dalla più tenera età (2/3 mesi), anche per i prematuri, contro malattie localmente eradicate (come poliomelite e difterite), poco presenti (come la meningite da meningococco), diversamente contagiose (come l'epatiteB e il tetano) e pericolose per i soggetti più deboli (come morbillo, parotite, rosolia e varicella).
Una persona sotto i 50 anni di età in buona salute rischia di morire di più di covid o di vaccino anticovid?
A seguito del generale calo di copertura vaccinale il governo italiano ha approvato il decreto n.73 del 7 giugno 2017 che è stato convertito in legge dello Stato il 28/07/2017. Ecco cosa prevede il decreto:
Dal punto di vista legale, in assenza di epidemie non ci sarebbe stata alcuna oggetiva ragione per ricorrere all'uso della decretazione di urgenza e questo strumento legislativo, per sua natura, impedisce anche un fisiologico dibattito su temi di coscienza e di scienza ma cala una mannaia su qualsiasi tentativo di trovare una soluzione non ideologica. Approfondimenti legali, economici e sociali sono trattati in questi articoli del quotidiano sanità (1, 2) e nel già citato articolo di Bernini su altalex. Riguardo alle pregiudiziali di incostituzionalità