Featured

Problemi del calcio giovanile italiano

  • generale ignoranza dei processi di apprendimento e, specificatamente, di apprendimento motorio
  • ambiente troppo competitivo
  • ambiente poco ludico
  • modelli diseducativi veicolati dal calcio professionistico e dalla società indovidualista
  • autorità del mister basata sul ricatto
  • didattica molto cognitiva
  • specificità calcistica alquanto povera
  • gestione dei talenti funzionale agli interessi economici
  • difficoltà nelle relazioni tra singoli tecnici, tra tecnici e direttori sportivi e tra tecnici e genitori

Per alcuni di questi problemi manca la consapevolezza e quindi la possibilità di cambiare la situazione, basta ascoltare quello che pensa uno dei massimi dirigenti tecnici della FIGC, uno di quelli certamente meno peggio come VIscidi il cui solo nome incute timore e rispetto presso ogni allenatore che opera nei settori di base e giovanili

  

 

Di seguito la lista riassuntiva dei problemi che la Federazione Italiana Giuco Calcio ha riscontrato nel 2020 e imputabili al periodo di apprendimento come si evince dal video di Maurizio Viscidi:

Problemi tecnici

  1. carenza ore ragazzo-palla
  2. carenza ore gioco libero
  3. carenza di 1c1
  4. carenza di situazioni di base (1c1, 1c2, 2c1, 2c2, etc)
  5. passaggi lenti
  6. controlli che scoprono la palla
  7. carenze nella conduzione e nelle sterzate
  8. carenza di tecniche specifiche del ruolo

Problemi di mentalità

  1. poca disponibilità al lavoro e al sacrificio
  2. poca personalità
  3. bassa intensità
  4. paura di giocare
  5. eccessivo tatticismo
  6. errore considerato come negativo
  7. eccessiva importanza data al risultato e alla prestazione

Problemi della fase offensiva

  1. poco smarcamento
  2. poco movimento subito dopo la giocata
  3. posture troppo chiuse
  4. poco possesso palla
  5. difensori e portiere non partecipano alla fase offensiva
  6. punte fanno solo sponde

Problemi della fase difensiva

  1. si difende solo col reparto
  2. difficoltà nella parità numerica
  3. poca pressione sul portatore di palla avversario
  4. poca riagressione dopo una transizione negativa
  5. poco pressing

 

Ambiente poco ludico

Nei giochi di tipo aperto quali il calcio, il rugby o la pallacanestro, tanto per citarne alcuni, l'instaurarsi di un ambiente ludico è di fondamentale importanza sia per l'apprendimento motorio che per la prestazione perchè la possibilità di giocare liberamente è il principale antidoto contro la paura di sbagliare (deleteria per l'apprendimento perchè induce il giocatore a non provare mai qualcosa in cui non è sicuro di riuscire) e la scarsa motivazione (perchè ogni bambino ha una naturale propensione al gioco), aspetti fondamentali del gioco. Anche l'enorme abbandono dell'attività calcistica in età adolescenziale pari al 40% in Italia è certamente dovuto anche alla mancanza di divertimento che si respira nelle famigerate scuole calcio, recinti chiusi in cui i bambini e i ragazzi italiani sono iscritti da genitori che non hanno nessuna fiducia nella funzione educativa del calcio ma li mandano soprattutto perché non stiano in casa a usare gli apparecchi digitali.

La scarsa quantità e qualità del gioco (non solo nelle prime squadre) fa il pari con lo scarso divertimento che si respira nei settori giovanili ma anche, purtroppo nei settori di base. Quello che limita il divertimento nelle sedute di allenamento e nelle partite è:

  • l'eccessiva considerazione per la vittoria che si considera frutto del sudore e del lavoro, mai del divertimento
  • la progressiva riduzione degli spazi e dei tempi di gioco libero e gratuito, il cosiddetto gioco di strada
  • l'esclusiva partecipazione ad attività motorie gestite da adulti
  • la difficoltà dell'adulto a farsi bambino e a calarsi nel mondo ludico
  • il gioco libero usato dall'adulto come arma di ricatto per convincere il giocatore a fare esercizi noiosi
  • l'eccessiva presenza di esercizi dove non è prevista variabilità e creatività
  • il giudizio e il telecomandare il gioco e il giocatore
  • la demonizzazione dell'errore e del caos a scapito degli schemi e dell'ordine
  • le proposte troppo facili (per evitare gli errori) o troppo difficili (per lo scarso rispetto del livello del giocatore)
  • la troppa attenzione alla squadra e la poca a tutti i giocatori presi singolarmente (nel settore giovanile)
  • la scarsa presenza della palla e dell'avversario
  • la troppa cognitività e verbosità
  • la scarsa valorizzazione dell'istintività, dell'immaginazione e della spontaneità
  • l'individualismo (nei giochi di squadra)
  • le figure esterne (preparatori motori, psicologi, medici) senza cultura del gioco
  • i campi da gioco in erba sintetica senza buche e disuniformità
  • la società moderna di tipo utilitaristico che sminuisce le attività creative e non remunerative 

Questi aspetti che ammorbano il calcio di base e giovanile hanno delle similitudini anche con quelli che rovinano le prime squadre in cui oltre al divertimento bisogna porre attenzione alle motivazioni e alla capacità di superare gli ostacoli. Facendo il parallelo e considerando le relazioni tra divertimento, motivazione e superamento degli ostacoli molti di questi aspetti sono utili per la rilfessione di chi allena una prima squadra.

 

Critiche all'approccio ufficiale

  1. molto riduzionismo cioè spezzettamento e riduazione dei problemi in sotto problemi gli uni slegati dagli altri
  2. adozione di soluzioni inefficaci quando si toccano gli interessi economici di quei pochi molto più ricchi degli altri
  3. troppo riferimento ai ruoli e poco ai principi di gioco
  4. processi di apprendimento motorio di nessuna efficacia scientifica
  5. scarsa importanza alle modalità e alle finalità di una proposta di allenamento
  6. trattazione stereotipata e ancorata a una società 'medievale' del rapporto tra allenatore e giocatore
  7. si considera la complessità alla stregua del caos e come un effetto del caso

 

Chiaramente, per motivi di sintesi non si può eviscerare in profondità ognuna di queste sette macro criticità ma si può dare un accenno rispetto almeno alle questioni che spesso frustrano di più gli allenatori e creano le più grandi difficiltà ai giocatori.

 

Riduzionismo

Le crtiche all'approccio riduzionista riguardano il fatto che la teoria dell'allenamento non é una scienza, essa si basa su modelli che rispettano principi astratti di fisica e matematica che però non riescono a rappresentare correttamente le realtà molto complesse. Infatti l'approccio riduzionista sembra essere efficace nelle discipline più semplici come l'altletica leggera ma quando si ha a che fare con i cosiddetti sistemi dinamici (molto studiati in ambiti come la metereologia, l'economia o le infrastrutture urbane) piccole variazioni possono causare grandi effetti e i modelli semplificati e i principi invarianti non spiegano più la realtà. La mancanza di importanza dovuta al rumore nell'allenamento è quello che più viene contestato al riduzionismo. Come si può, ad esempio, far finta di non tenere in conto quanto importanti possano essere quelli che solo apparentemente sono fattori minori quali la dieta, il riposo, i cambiamenti ormonali, l'umore, l'ambiente sociale, la motivazione o la temperatura, solo per citarne alcuni, nell'influenzare il sistema energetico dell'atleta? Non si può certo dimenticarsi di questi fattori 'rumorosi' solo perchè è difficile studiarli e produrre lavori scientifici significativi. Un tale sistema appare caotico e impredicibile quindi allenabile senza certezze di efficacia. Una ulteriore critica al riduzionismo applicato ai sistemi complessi viene dalla mancanza di un unico centro di comando e controllo che non è il cervello ma un sistema nevralgico diffuso, decentrato e interrelazionato che, in presenza di un disturbo, opera più similmente ad uno stormo di uccelli in cui non c'è un leader ma riesce ugualmente a coordinarsi. Nei sistemi complessi il rumore non viene omesso ma è un componente fondamentale. Ulteriore imbarazzo di chi approccia in modo riduzionistico il movimento è dato dalle transizioni brusche come, ad esempio, il passaggio dal camminare al correre che avviene in un istante impossibile da isolare e spiegarne la successione senza far ricorso a un modello 'non-lineare' in cui la progressione graduale dal semplice al complesso o da uno stato ad un altro non è sufficiente. L'andatura del camminare ha il centro di gravità nel punto più alto quando le gambe sono allineate e nel punto più basso quando sono più distanti, l'inverso accade quando si corre. Anche la conservazione dell'energia avviene per motivi diversi nelle due andature: nel camminare grazie al centro di gravità che cade dove cade il piede che fa perno, nel correre grazie all'immagazzinamento della stessa nei muscoli contratti.

 

 

Problemi didattici riferibili ai tecnici dell'attività di base

  1. si fanno pochi duelli (1c1, 2c1, 2c2)
  2. si fanno giocare poco i ragazzi
  3. si scelgono esercizi in cui non tutti i giocatori toccano un numero sufficientemente elevato di volte la palla
  4. l'allenatore parla troppo
  5. l'allenatore introduce troppa tattica
  6. l'errore è visto come un problema invece che come una risorsa
  7. si da troppa al risultato e alla prestazione
  8. la frequenza degli allenamenti è troppo bassa

 

Oltre a questi aggiungerei i seguenti problemi:

  • socio-economici causati da una società in cui il ceto medio si impoverisce e non ha le risorse per pagare le rette che le polisportive richiedono
  • socio-culturali di schizofrenia educativa da parte dei genitori per il loro iperprotezionismo nel caso di condizioni ambientali avverse o il lassismo quando si tratti di tecnologie digitali
  • troppi impegni pomeridiani dei ragazzi (compiti, catechismo, musica, nuoto, etc) e dei genitori (che non hanno tempo per accompagnarli all'allenamento) anche se d'estate gli impegni alternativi vanno in ferie ma pure le società di calcio e non si possono dedicare alle attività sportive.
  • tecnico-burocratici come l'eccessiva medicalizzazione o burocratizzazione
  • digitali  riguardanti l'uso della match analysis nelle scuole calcio di cui già si parla e dove presto non potrà che fare il suo ingresso senza che alcun genitore abbia qualcosa da obiettare tranne poi pentirsi se, dopo dieci anni, una società professionistica scarterà suo figlio perchè, visionando le sue prestazioni in età infantile ne potrà trarre dei presagi negativi. 

 

 

 

Problemi della società moderna

Innanzitutto va ricordato che il gioco attrae ogni età ma che per i più piccoli è l'approccio con cui affrontano quello che non conoscono della vita, è lo strumento principe dell'apprendimento. Un bambino che non gioca apprende meno degli altri. Man mano che si cresce il gioco diventa sempre più il gioco degli adulti perchè è inevitabile che la società influenzi il gioco dei giovani e il bambino è costretto ad adattarsi. In una società in rapida evoluzione il gioco dovrebbe assumere un ruolo fondamentale ma se l'evoluzione ha come scopo la digitalizzazione pervasiva e si basa sul pensiero razionale la società tende a rallentare piuttosto che a favorire l'esperienza ludica dei giochi di tipo aperto come il calcio. Nei giochi di tipo aperto sono i giocatori che decidono come giocare. Il gioco di tipo aperto è quello che consente cambiamenti futuri, non si basa su schemi prefissati (ma su principi) e non ha un risultato predeterminabile. Liberi dalla paura di sbagliare, i giocatori si immergono nella complessità profonda del gioco. Riconosciamo i bravi giocatori adulti dalla loro somiglianza a quei bambini che si abbandonano talmente al gioco che fanno da non poter essere distratti da nulla. La società moderna con le sue distrazioni continue non aiuta i giovani ad approfondire il gioco quanto si dovrebbe lasciandoli a galleggiare in un limbo infelice che non è più capace di attrarli quando altre forze li travolgono.

Le soluzioni ad alcuni di questi problemi sono trattate nell'articolo riguardante l'allenamento del calcio in età giovanile

 

Vivere

  • 10 10 2016

    E' complicato definire lo stato di sonno nell'adulto, definire le particolarità del sonno del bambino è ancora più difficile.

  • 16 02 2016

    Non esiste lo stile di vita perfetto. Un fenotipo rosso può esporsi al sole scozzese senza bisogno di particolari creme solari mentre un nero centrafricano non potrà vivere in Islanda senza una adeguata integrazione di vitamina D. Tutto è relativo ma ci sono dei criteri che possono aiutarci a capire quali comportamenti sono più a rischio e quali da evitare.

  • 31 03 2016

    Come spezzare l'incantesimo generato dalla mistura di stress, inquinamento, cibo spazzatura, farmaco-dipendenza e insostenibilità nel quale la vita moderna ci tiene prigionieri ?

    Cambiare modo di vivere non è impossibile.

  • 14 11 2016

    Attualmente non esistono criteri scientifici per valutare un eventuale deficit di Vitamina D in una donna gravida nè le conseguenze negative che un certo stato carenziale potrebbe comportare per la salute della mamma e del neonato.

  • 07 01 2017

    Il piano del parto è la descrizione di un progetto di nascita riguardante il travaglio e il parto che si svolgerà all'interno di strutture ospedaliere ma anche in casa. Va presentato e fatto controfirmare, possibilmente nei mesi prima del parto, all'ostetrica e ai primari di ginecologia e neonatologia della struttura ospedaliera presso cui si è orientati a partorire. 

  • 20 05 2023

    Il nostro sistema motorio non è più da considerarsi un mero esecutore passivo degli impulsi provenienti dagli organi di senso quanto piuttosto un sistema adibito alla comprensione degli atti altrui, includendo la possibilità di codificare tipo, modi, tempi di realizzazione e anche, ovviamente, l'esecuzione di un'azione.

  • 31 10 2019

    Spesso i genitori non sono ancora consapevoli dei pericoli (dieci motivi per non dare lo smartphone a tuo figlio) che lo stile di vita moderno comporta rispetto, ad esempio, alla facilità con la quale un bambino è esposto ai rischi dovuti all'uso improprio o prolungato di dispositivi delle nuove tecnologie (TV, tablet, cellulari, smartphone, etc). Sono state pubblicate le raccomandazioni della Società Italiana di Pediatria che mettono dei paletti ben precisi all'uso smodato o fuori del controllo dei genitori da parte dei più piccoli.

Guarire

  • 24 09 2016

    Le malattie moderne della società occidentale sono: Infarto, Ictus, Aterosclerosi, Diabete di tipo II, Sovrappeso, Obesità, Insulino resistenza, Attacco cardiaco, Disordine metabolico, Demenza, Cancro, Osteoporosi. Rachitismo, Carenza di Ferro, Autoimmunità.

  • 29 07 2016

    [in costruzione]

    Molte malattie autoimmuni hanno cause simili e sintomi correlati. Per quanto riguarda le cause bisogna distinguere quelle predisponenti la malattie da quelle che la fanno scatenare. Le prime determinano se una persona ha più o meno probabilità di contrarre nella sua vita una o più autoimmunità, le seconde detetminano il giorno in cui si scatenano i sintomi.

  • 03 03 2016

    L'alimentazione insieme all'epigenetica, al microbioma e allo stile di vita è una delle componenti che più influiscono sulla salute. Non esiste una dieta idealmente efficace per tutti anzi c'è una tendenza a personalizzarla. La ricerca scientifica ha determinato alcune linee guida ma di ordine molto generale. Le recenti evidenze microbiologiche nell'apparato digerente hanno trovato relazioni tra la salute e il microbiota, e quindi riaffermato l'importanza dei cibi che si assumono. Per meglio mantenerci in salute vanno usate modalità di coltivazione più naturali.

  • 16 06 2017

    Nel passato le vaccinazioni di massa hanno contrastato alcune pericolose malattie come il vaiolo nel XVIII secolo e la poliomelite XX secolo ma oggi, in assenza di  epidemie, sono messe in discussione. Desta stupore l'obbligo indiscriminato di vaccinazione (e mutivaccinazione) fin dalla più tenera età (2/3 mesi), anche per i prematuri, contro malattie localmente eradicate (come poliomelite e difterite), poco presenti (come la meningite da meningococco), diversamente contagiose (come l'epatiteB e il tetano) e pericolose per i soggetti più deboli (come morbillo, parotite, rosolia e varicella).

  • 19 05 2016

    La Vitamina D è un pro-ormone liposolubile coinvolto nella regolazione del calcio che è in grado di ridurre il rischio di tumori, la sintomatologia di malattie autoimmuni, neurodegenerative e cardiovascolari. Per il 90% è sintetizzata dalla pelle quando è esposta direttamente alla luce solare, recisamente quando i raggi ultravioletti della banda B (315-280 nm) incidono sulla pelle. Il restante 10% è assunto tramite dieta.  Nell'ultimo decennio l'RDA giornaliera è stata oggetto di numerosi studi che ne hanno periodicamente riconsiderato il valore raccomandato.

  • 08 05 2016

    Scarica il decalogo ISDE (Medici per l'ambiente dell'ISS, Istituto Superiore di Sanità) riguardante la prevenzione della salute dagli inquinanti ambientali come il particolato sottile (PM10-2,5), interferenti endocrini (BPA o bisfenolo), pesticidi (gliphosato) e altre sostanze chimiche tossiche

Coltivare

  • 13 02 2016

    "Chi non pota, pota e chi pota, non pota" [vecchio proverbio siciliano, cit. Prof. Sottile]

    Potare significa modificare la forma di un albero in modo che possa crescere e fruttificare in modo equilibrato e adatto alle sue capacità. La potatura è una pratica che deve essere eseguita da personale esperto e attento al tipo e alla storia pregressa della pianta. I tagli, ridotti al minimo indispensabile per evitare pericolosi stress, devono essere considerati nell'ambito di una gestione complessiva della pianta.

  • 23 05 2016

    Lliberamente tratto da Agroecologia (Olivucci) in Laboratori dal basso

    Appunti per l'autoproduzione e il libero scambio tra contadini solidali di semi sani che conservano le caratteristiche della varietà e che sono ottenuti da impollinazione aperta cioè riproducibili le caratteristiche della varietà non ibrida, no OGM, e priva di qualsiasi manipolazione genetica.

  • 08 05 2016

    Una pianta è Autofertile quando è in grado di impollinarsi da sola (auto-impollinarsi) mentre quando il polline di una pianta non è compatibile con l'ovulo della stessa pianta si dice che una pianta è Autosterile.

  • 14 12 2015

    Si coltiva principalmente per produrre cibo (per sè e/o anche per altri) rispettando il naturale equilibrio delle fondamentali matrici fondamentali: il suolo, cioè la terra madre che accoglie, mantiene e fa evolvere la vita e la vita del suolo cioè il suo microbioma.

  • 11 04 2016

    L'orto naturale è coltivato secondo i dettami dell'agricoltura naturale che è un metodo di coltivazione per produrre cibo di qualità nel modo più naturale possibile, mantenendo o aumentando la fertilità del suolo senza impoverire i contadini.

  • 21 07 2016

    La rotazione è per convenzione una esigenza agronomica funzionale all'aumento della resa e della qualità del prodotto e stabilisce un ordine con cui si devono susseguire l'un l'altra le famiglie vegetali coltivate. Questo ordine dipende dalle esigenze nutritive delle singole specie coltivate.

Mangiare

  • 10 05 2016

    Adrenal Reset Diet, un innovativo approccio dietetico per ripristinare il corretto funzionamento surrenale. Uno dei problemi della moderna società di tipo occidentale è lo stress, in tutte le sue sfaccettature: fisico (legato all’ambiente in cui si vive e alle patologie croniche di cui si soffre), sociale (dovuto alla qualità delle relazioni che si mantengono), mentale (dovuto al modo in cui si reagisce alle situazioni che la vita presenta).

  • 16 02 2016

    Alimentarsi in modo naturale necessità di mangiare cibo naturale cioè coltivato in modo naturale. Questo tipo di cibo risulta più sano e nutriente e questo consente al nostro organismo di rimanere in salute, di prevenire le malattie moderne moderne e per contribuire a conservare l'ambiente naturale.

  • 18 02 2016

    Il latte materno è l'unico alimento, oltre all'acqua, completamente digeribile e funzionale alla salute. Tutti gli altri alimenti non tossici alle dosi consigliate sono comunque costituiti da un complesso di sostanze il cui effetto sulla salute spesso non è stato ancora ben studiato e/o ben capito.

  • 05 11 2016

    Molti stanno tornando a vinificare in proprio per avere un vino di qualità e sano, senza aggiunta di lieviti e solfiti ma non è per niente facile e ci vuole molta conoscenza, capacità, impegno e impiego di risorse per riuscire in questa impresa. Si dovrebbe bere vino senza solfiti aggiunti.

  • 27 11 2016

    L'animale che sente di essere a rischio di morire si mette autonomamente a digiuno. Per digiuno si intende nessuna assunzione di cibo ed è obbligatorio bere acqua durante qualsiasi tipo di digiuno. La scelta di digiunare va sempre concordata col proprio medico di fiducia e non deve essere fatta per seguire mode o col fai-da-te. 

Educare

  • 09 06 2017

    L'avventura dell'educazione parentale (o homeschooling, come la chiamano gli anglofoni) è una scelta che coinvolge tutta la famiglia in un groviglio inestricabile di esperienze ed emozioni e offre l'opportunità di approfondire la relazione tra genitori e figli in un contesto soggettivo, identitario e di appartenza già consolidato per cui non favorisce nuove tipo socializzazioni. La mancanza di socializzazione è la difficoltà maggiore per cui, specie in contesti di famiglie senza molti fratelli o sorelle, è saggio affiancare alle attività di istruzione parentale anche ulteriori proposte volte alla socializzazione al di fuori del contesto familiare (sport di squadra, giochi con altri bambini). 

  • 24 03 2023

    Il tradizionale metodo di allenamento prescrittivo per l'attività di base basato sulla pratica deliberata (ripetizioni in una progressione lineare dal semplice al difficile) è stato affiancato da metodi basati sulla Pedagogia Non Lineare.