Il metodo "Manenti"

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E' un metodo di coltivazione 'naturale' sviluppato dalla famiglia Manenti nella loro fattoria di Sostegno (BI) e riassunto nel libro Alle radici dell'agricoltura. Il metodo si definisce naturale perchè cerca di ricalcare quanto accade negli ecosistemi naturali.

Il metodo consiste nel produrre cibo in quantità e qualità tali da garantire un redditto dignitoso al contadino e di conservare e migliorare l'autofertilità del suolo (misurabile in modo approssimativo dall'indice di 'biologicità' cioè dalla percentuale di vita del sottosuolo) dovuta a microrganismi e micorrize. Le micorrize stabiliscono relazioni di scambio con le radici conferendo alle piante una maggiore resistenza alla scarsità d'acqua e agli attacchi di alcuni patogeni radicali

Obbiettivi

Per la realizzazione di questi obiettivi è necessario capire la natura, evitare di contrastarla e cercare ove possibile di assecondarla. Capire la natura significa comprendere quello che accade nel sottosuolo che i contadini da millenni alterano ma, ultimamente, sempre più profondamente. L'alterazione del terreno da parte del contadino avviene attraverso apporti di svariate sostanze (organiche e inorganiche), compiendo lavori di aratura o fresatura profonde, lasciando la supercie completamente scoperta agli stress metereologici con diserbi meticolosi

Tecnica in sintesi

  1. nessuna concimazione
  2. nessun interramento di sostanza organica
  3. rispettare la stratificazione del terreno
  4. arieggiamento profondo del terreno
  5. minima esposizione della terra agli agenti atmosferici
  6. rispettare la complementarietà naturale delle piante
  7. mantenimento della quiete durante la vegetazione delle piante

NB: tutte queste tecniche hanno senso solo adottate nel loro insieme, prese singolarmente non consentono di ottenere buoni risultati. Vanno inoltre evitate le tecniche che non favoriscono la vita nel sottosuolo come i sovesci (perchè alterareil microbioma sotterraneo) e le rotazioni (se basate sul consumo di azoto).

 

 

 

Nessuna concimazione

Secondo la tradizione concimare significa nutrire le piante o il terreno con sostanze organiche o minerali. Ognuno di questi casi alla fine si riconduce ad aumentare la quantità di :

ma in un suolo ricco di microrganismi e di intensa vita biologica, tipo un suolo con vegetazione spontanea, non si può pensare che possa mancare l'azoto, elemento fondamentale della vita vegetale. Di converso un suolo povero di azoto, lasciato a sodo, faticherà ad esser colonizzato dalle erbe spontanee che crescerebbero stentamente. Sarebbe inoltre auspicabile che la sostanza organica presente in un terreno fertile rimanesse elevata ma neppure questo sembra trovare conferma e neppure con l'interramento di grandi quantitativi di sostanza organica.

Stante così le cose viene istintavamente la voglia di lasciar fare tutto alle piante, dal compito di trasportare il carbonio dalle foglie alle radici a quello di arrangiarsi da sole per trovare e assicurarsi il nutrimento necessario. Di recente si è pure venuto a sapere che il fosforo solubile contrasta la micorrizzazione per cui ha delle serie controindicazioni. Tutti gli altri elementi, qualora ve ne fosse carenza, potrebbero essere aggiunti ma solo in forma non solubile (minerale) cioè assimilabili dalle radici solo per mezzo delle micorriza e dei microrganismi in simbiosi con le radici. Invece di concimare bisognerebbe allevare nel miglior modo possibile i microrganismi.

 

Considerando l'apporto di azoto, carbonio

 

 

 

Mai interrare sostanza organica

 

 

 

 

 

Rispettare la stratificazione del terreno

 

 

 

 

 

Arieggiare profondamente il terreno

 

 

 

 

Minima esposizione della terra agli agenti atmosferici

 

 

 

 

Rispettare la complementarietà naturale delle piante

 

 

 

 

 

Mantenimento della quiete durante la vegetazione delle piante

 

 

Alcuni aspetti particolari:

 

 

 

 

 

Non si deve immettere energia o sostanze dall'esterno

Bisogna conservare o migliorare la fertilità naturale del suolo che è data dall'indice di 'biologicità' del suolo cioè dalla percentuale di vita del sottosuolo. La vita del sottosuolo è rappresentata dai microrganismi e dalle micorrize. Non bisogna usare tecniche che diminuiscano la vita del sottosuolo per cui sono banditi i sovesci e le rotazioni andrebbero programmate seguendo i principi della vitalità del terreno.

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