Progetti attivi

Ai piedi della lama, associazione di promozione sociale

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Il progetto si prefigge lo scopo di creare un'associazione di promozione sociale (Aps) e una qualche impresa di comunità a Piedilama (localizzazione sulla mappa) e più in generale nell'alta valle del Tronto a cavallo tra le regioni di umbria, marche, abruzzi e lazio, per ricostruire e valorizzare i territori nella loro essenza agro-silvo-pastorale rispondendo all'abbandono, allo spopolamento e alla lentezza della ricostruzione dopo il recente sisma.
 
 
Il territorio arquatano era in grossa crisi già prima dell'evento sismico dello scorso 2016 per la cronica perdita di popolazione e di servizi. I valori e l'identità hanno probabilmente resistito alla scomparsa se è vero che dalla città si torna a guardare alla montagna come luogo in cui ritrovare se' stessi e le proprie motivazioni. Vivere in montagna comporta maggiori costi (monetari e fisici) e maggiori difficoltà dovute alla mancanza di infrastrutture e servizi. Le prospettive di tutela e valorizzazione del territorio non possono prescindere da un rapido ripristino delle funzionalità abitative ed economiche. L'estesa perdità della funzionalità abitativa causata dalla sequenza sismica impone di fare sistema mettendo da parte rivendicazioni e interessi particolari a beneficio di una ricostruzione rapida del patrimonio immobiliare. La messa in sicurezza dei territori zone rosse e delle vie di comunicazione principali e secondarie non è ancora completata. Il censimento del patrimonio edilizio, naturale ed energetico recuperabile non è completo e utilizzabile. La mancanza di tutela e manutenzione al patrimonio agro-silvo-pastorale è preoccupante.
 
 
Le comunità locali hanno urgenza di progettare un futuro, in attesa di aiuti (non solo monetari) dall'esterno che però tardano a manifestare i loro frutti. Dal punto di vista agricolo i territori già spopolati e depressi proprio a causa di politiche poco inclini alla valorizzazione di questi posti di confine sono in balia degli ungulati (cinghiali et similari). L'eta media avanzata dei piccoli coltivatori diretti di stampo familiare rischia di vanificare qualsiasi tentativo che non sia rapidamente in grado di concretizzarsi. Lo sfollamento ha provocata l'azzeramento della domanda interna di prodotti alimentari a kilometro zero e ha aumentato le difficoltà alle piccole imprese agrozootecniche pur presenti.
Per quanto riguarda il ripristino della funzionalità abitativa il modello classico di ricostruzione delle vecchie abitazioni 'dov'erano e com'erano' non sarà praticabile a causa della sismicità del suolo e dell'intreccio di vincoli burocratici. Il modello di ricostruzione dei borghi abbandonati è funzionale ad un'economia di tipo prevalentemente turistico ma non sembra aver dimostrato di esser vincente. Dovrà quindi essere indagato un nuovo modello di urbanistica montana funzionale alla sicurezza e alla vocazione turistico-agricola (vedi l'esempio della farm-village) scegliendo modelli in grado di mettere a fattor comune il patrimonio troppo parcellizato e abbandonato tipo le associazioni fondiarie (vedi il paragrafo sottostante sulle AF).
 

Camminarquata

Nonostante la distruzione del terremoto sono state realizzate una serie di iniziative a vantaggio dell'ambiente degne di nota. Una di queste è Camminarquata che ha recuperato una serie di vecchi sentieri geolocalizzati realizzando una rinnovata mappa qui descritta.
 
 

Ricostruire per non morire

Una delle maggiori cause ostative alla ricostruzione è la burocrazia e la parcellizazione delle proprietà. Le UMI (Unità Minime d'Intervento) di recente costituzione devono risolvere problemi come l'assenza di risposte di proprietari eredi di defunti o da anni all'estero o non interessati alla ricostruzione. La mia proposta vorrebbe estendere le UMI a tutta la zona rossa, a ogni frazione presa singolarmente. Prendendo ad esempio l'isituto giuridico del 'maso chiuso' presente nelle regioni germanofone anche in Italia e la sua moderna declinazione di origine francese e piemontese delle Associazioni Fondiarie AsFo che regolano e favoriscono la gestione di molteplici proprietari di altrettanti piccoli appezzamenti di terreni alpini magari abbandonati o silenti da parte di un unico gestore-contadino senza nemmeno il bisogno di comparire davanti a un notaio. Mutuando da questo istituto e magari da quello delle Università agrarie istituite dalle legge 168/2017 (che però operano solo sulle proprietà collettive) si potrebbe pensare al riconoscimento di una 'cooperativa urbana' con una funzionalità ricostruttiva e quindi per il solo tempo necessario a sopperire alla gestione parcellizata di ogni immobile che assumerebbe la gestione unitaria centralizzata complessiva del patrimonio di una frazione da ricostruire che snellisca le procedure e riassegni in proporzione adeguata le volumetrie preesistenti a chi di diritto. In futuro chi volesse potrebbe rimanere associato per eventuali funzioni socio-economiche, progetti e attività di agricoltura, artigianato, educazione ambientale e turismo sociale.
 

Attività di progetto future:

  • Assistenza alla popolazione residente, con priorità all'età dell'infanzia e agli anziani
  • Censire gli immobili, i terreni riutilizzabili, le realtà produttive e di servizio (specialmente quelle agricole e silvopastorali)
  • Studio di fattibilità per un modello di ricostruzione basato sull'associazione fondiaria per eliminare il prima possibile la zona rossa
  • Raccogliere fondi
  • Conservare/Recuperare le vecchie pietre crollate durante gli ultimi eventi sismici
  • Promuovere la vocazione ambientalista, agricola e turistica del territorio attraverso attività e politiche sociali
  • Costruire una rete tra contadini, piccoli allevatori e Gruppi di Acquisto Solidali in grado di aumentare la resilienza durante gli eventi di crisi
  • Costruire la rete di associazioni tra le varie frazioni del comune e del Parco Nazionale dei Monti Sibillini
  • Aiutare le realtà economiche del posto a sostenersi in questo momento difficile e, in futuro, a rimanere in equilibrio con l'ambiente
  • Valutare la fattibilità di un progetto di ospitalità di giovani interessati alle attività di studio e lavoro nel settore agricolo, turistico e ambientale

 

 

 

Link sulla montagna:

Idee, persone, scenari di montagna, blog di Maurizio Busatta

Legge sui piccoli comuni, Disegno di legge n. 2541 approvato il 27 settembre 2017

 

 

 

Domini collettivi e AsFo (Associazioni Fondiarie)

Usi civici, UniTrento

Demanio civico, APRODUC (Associazione per la tutela delle proprietà collettive)

Legge sui domini collettivi, Altalex - Legge 20/11/2017 n° 168, G.U. 28/11/2017

Che cosa sono le associazioni fondiarie? Regione Piemonte

Associazione Fondiaria di Caldirola, esempio di AsFo

Dalla Regione Piemonte oltre 131.000Euro per finanziare le AsFo (25 totali in Piemonte) della provincia di cuneo, Ideawebtv

 

 

Redazione dello Statuto dell'associazione e scelta della forma giuridica dell'associazione:

  • la forma giuridica scelta consenta di ricevere donazioni
  • le domande i dubbi delle associazioni di volontariato , CSVnet
  • associazione di promozione sociale, wikipedia
  • agevolazioni fiscali delle erogazioni liberali, Agenzia delle Entrate
  • atto costiitutivo associazione fondiaria
  • statuto associazione fondiaria
  • modulo adesione associazione fondiaria
 
 

Link utili riguardanti il post-terremoto:

Terra in moto: video sui problemi della ricostruzione post-sisma (dalla Bassa Emilia Romagna)

Protezione civile: Rischio sismico

Linee guida rischio sismico della regione marche (2015)

OpenRicostruzione dopo il sisma in Emilia Romagna

Comitatus aquilanus

L'aquila rinasce senza futuro

 

 

Gruppi e pagine facebook focalizzati sul terremoto ad Arquata del Tronto (AP):

Ai piedi della lama collegato al progetto dell'Associazione

Piedilama, pozz' i bè, convivisione tra compaesani e conoscenti del paese di Piedilama

L'eco del Vettore, blog e gruppo fb

Pretare, paese delle fate

Circolo Lepanto Spelonga

Egeria, associazione no profit di Montegallo

Arquata potest

Capodacqua viva

Arquata futura

Piè vettore

Chiedi alla polvere / Ask the dust

Associazione Villa Papi (Arquata del Tronto - AP)

 

 

 

Attività valutate (prima del terremoto del 24 agosto 2016):

  • rintracciare e ripopolare ecotipi locali tipo la mela rosa dei sibillini (presidio slow food), vino pecorino da uva pecorino, patata, castagna marrone, noce, etc... Alcune vecchie piante di uva (pecorino?) si sono maritate su 'lu colle' e hanno fruttificato, andrebbero chiamati agronomi e difeso l'esistente per far si che le attività di allevamento (ad esempio la transumanza) si sposino con il recupero dell'ecosistema. Ho informato Mirko Trenta visto che ci pascolano le sue vacche. Speriamo di ritrovarle per innestarle. A Offida le hanno reinnestate e ci fanno un ottimo vino. Arquata è sta escluso some areale e questo è assurdo visto che l'uva proveniene da secoli da quì
  • riportare in vita le attività e le tecniche antiche: personalmente ho imparato a ribattere la falce grazie a Giovanni lo zio di Angelo Schiavoni e ho restaurato alcuni attrezzi di mio nonno. ho falciato già due volte a mano l'arboreto dove ho seminato dei semi antichi tutto su sodo, cioè senza nessuna lavorazione del terreno in modo che il seme si abitui agli stress abiotici (freddo, intemperie e siccità) e biotici (predatotori animali, fitopatologie), che si formi un seme che si adatti all'ecosistema Piedilama. Non voglio nè recintare nè adottare nessun tipo di difesa. Questo perchè voglio che quello che sviluperrà sarà qualcosa che poi potrà essere diffuso a tutta la popolazione local. I primi risultati sono stati negativi. Ho sbagliato nella semina in quanto per seminare su sodo avrei dovuto prendere alcuni accorgimenti che non sapevo. Ci riproverò
  • ricreare le condizioni per una maggiore autonomia alimentare che aiuti anche a mantenersi in salute perchè più in equilibrio vero con la natura in quanto le tecniche agricole anche vecchie per quanto rudimentali avevano troppo viziato i semi (pensiamo solo all'annaffiatura etc)
  • tutela e valorizzazione dei vecchi sentieri: lo scorso autunno ho provato a riaprire un sentiero verso varà ma non ci sono riuscito, ci riproverò appena potrò. un altro progetto che mi sta a cuore e riaprire il sentiero verso Peracchia per far uscire Piedilama da un certo isolamento verso Est. Ho riaperto un sentiero per i miei castagneti a Trisungo. sarebbe bello avere una mappa piena di sentieri funzionali. A tal proposito si potrebbero perseguire i seguenti obiettivi:
    • sistemare i tracciati, reintegrando le aree incongruamente occupate e cintate
    • realizzare, ovunque le caratteristiche dei tracciati lo consentano, percorsi protetti pedonali e ciclabili;
    • risanare i posti storici esistenti sul percorso per creare, ove opportuno, strutture ricettive e di servizio alla fruizione culturale e turistica;
    • creare, lungo i tracciati, luoghi intermedi di sosta e ristoro costituiti da piazzette lastricate, sedute in pietra, pannelli esplicativi;
    • sistemare, in luoghi adatti, parcheggi per i visitatori per favorire l'interscambio con la fruizione pedonale, in bicicletta, a cavallo dei tracciati;
    • unificare tutte le recinzioni ammissibili sul tracciato secondo il modello locale del paesaggio;
    • eliminare, ovunque esistenti sui tracciati, eventuali discariche;
    • sistemare ovunque possibile, senza asfaltare, i tracciati carrabili per una percorrenza a bassa velocità prevista per i residenti e le attività silvo pastorali
  • riconsiderare lo sfruttamente del bosco e del legname e riconsiderare il mestiere tradizionale dei carbonai. Considerare l'esempio del museo dei carbonai a Cessapalombo
  • riallevare qualche animale da soma, tipo asino, mulo, cavallo TPR o cani da pastore maremmani
  • trovare un nuovo equilibrio tra attività agricole, parco nazionale e animali selvatici pericolosi per l'uomo e per le culture (lupo, cinghiale, istrice, etc), contattando i vecchi direttori dei parchi nazionali italiani, quelli che hanno una grande esperienza sulla coesistenza delle bestie selvatiche e l'uomo. A questo proposito sarebbe utile censire le specie erbacee selvatiche auotoctone con proprietà nutraceutiche e fitoterapiche per impiantare coltivazioni in grado di rifornire erboristerie e laboratori farmaceutici interessati.
  • Valorizzare i castagneti, i noceti e gli antichi vitigni di uva pecorino. Si è persa la capacità di fare talee e ringiovanire il parco piante. Sarebbe interessante che qualche giovane imparasse di nuovo per tramandare tutte queste cose alle generazioni future.
  • ristrutturare il vecchio mulino ad acqua per fare il prossimo anno la farina di castagne e mi piacerebbe formare una squadra di piedilamesi che a turno potessero andare a raccogliere le castagne abbandonate nella zona del parco col permesso del comune di arquata. Si potrebbe iniziare con poco, un anno di prova e poi pian piano strutturarsi. Le regole di base sono l'assoluto rispetto della natura e quindi l'estrema cura nel raccogliere un prodotto naturale le cui proprietà 'selvagge' sarebbero il suo biglietto da visita peculiare. Per questo sto imparando tutte le tecniche naturali di conservazione e trasformazione della castagna, secondo i canoni antichi.
  • ristrutturare la vecchia fonte, riattrezzare sant'egidio, riscoprire le fondamenta della vecchia chiesa nella vecchia piazza
  • avviare progetti educativi per bambini di un nuovo rapporto tra la natura e l'uomo, basato su un maggior rispetto degli animali e delle piante
  • contribuire a gestire l'impatto ambientale di progetti di turismo esperienziale sfruttando le risorse ricettive (campus vancanze dei preti di ancona, hotel schiavoni, bed and breakfast, affitta camere privato), la ristorazione basata sulla filiare alimentare collegata ai valori del cibo antico, la meditazione, l'avventura, il fitness e la vita all'aria aperta, senza contare le attrattive ambientali di cui Piedilama è circondata (parchi, deltaplano, escursionismo)
  • Valorizzazione e ripubblicazione della bibliografia su Piedilama di Pasquale Ambrosi:
    • Ritorno (in cui è confluito l'opuscolo '29 aprile 1944')
    • Per non dimenticare
    • Lontani ricordi e nuove sensazioni
    • Credevo fosse un sogno
    • Per uno strano scherzo del destino

 

Riguardo alle risorse finanziarie si possono anche valutare i finanziamenti europei a fondo perduto e in conto capitale, quelli dell'ISMEA, le opportunità offerte dalla costituzione di una associazione fondiaria e dalla filiera integrata

 

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Tags: Agricoltura, ecologia, Solidarietà, associazionismo, marroni, terremoto amatrice accumoli arquata del tronto, normativa, usi civici