Adatto per il calcio degli adulti la periodizzazione tattica pone l'enfasi sulla tattica intesa come allenamento delle relazioni, dei comportamenti, delle intenzioni, degli atteggiamenti, delle decisioni, dell'organizzazione per assimilare l'idea e i principi di gioco dell'allenatore mentre il microciclo strutturato è adatto per ogni categoria di giocatori e pone il focus sui giocatori, sulla circostanza, sull'affordance, sulla complessità senza voler controllare per forza tutto.
La periodizzazione tattica
Il termine 'periodizzazione' è provocatorio e non è in funzione della dimensione fisica e delle capacità condizionali ma della sovradimensione tattica, quella che abbraccia e determina le altre tre (tecnica, emotiva e fisico-atletica). Questo metodo non prevede di snaturare mai l'idea di gioco propria dell'allenatore quindi ogni esercitazione dovrà obbligatoriamente contenere le quattro dimensioni fondamentali del gioco (tattica, tecnica, emotiva e fisica) ma con una prevalenza, un enfasi particolare, sempre sull'aspetto tattico-organizzativo. Parafransando le neuroscienze si potrebbe dire che l'intenzione, essendo il vero motore neuronale, nel gioco del calcio diventa la tattica cioè l'organizzazione dell'intenzionalità e delle intenzionalità.
“Giocare come una squadra è avere un'organizzazione, determinate regole che fanno sì che nei quattro momenti del gioco (fase offensiva, fase difensiva, transizione positiva difesa-attacco e transizione negativa attacco-difesa) tutti i giocatori pensino in funzione dello stesso obiettivo simultaneamente e questo è un risultato che si raggiunge con il tempo, il lavoro e la tranquillità. Perchè una cosa è che i giocatori acquisiscano e provino a fare quel che io voglio e un'altra cosa è ottenerlo come squadra. Per questo c'è bisogno di tempo” (Josè Mourinho)
Riguardo al rapporto tra attività di base o giovanile e sport in età adulta il modello basato sulla sovradimensione tattica è il punto di arrivo di un percorso che parte avendo un obiettivo, un'intenzione unica spesso molto differente da quella dell'età adulta, l'intenzione ludica. "Il gioco che una squadra (adulta, ndr) esprime non è un fenomeno spontaneo e naturale in quanto la sua realizzazione non è frutto della casualità o di un'autorganizzazione più o meno consapevole dei suoi componenti. Queste caratteristiche appartengono piuttosto al cosiddetto calcio di strada dove bambini e ragazzi si ritrovano per esprimere l'essenza dell'aspetto ludico di questo sport. Il gioco praticato da una squadra è invece un fenomeno costruito, in cui l'allenatore concretizza la sua idea di gioco" (Vulcano, Tesi FIGC 2021/22, vedi bibliografia).
A questo punto viene da chiedersi se, in età infantile, il gioco e la competizione sono fini o mezzi. Un bambino gioca spontaneamente per divertirsi o per vincere ? E' vero che se il gioco non è divertente il bambino smette di giocare e quindi il divertimento appare come uno scopo. E' anche vero che un modo per rendere il gioco divertente è di inserire la competizione che perciò sembra un mezzo per raggiungere lo scopo ludico.
Prendendo per buono che la tattica sia la sovradimensione dell'età adultà allora l'attività di base e giovanile potrebbero essere viste come un progressivo cambio di intenzionalità, da quella ludica a quella tattica e l'allenatore dell'attività giovanile non eserciterà più la tattica come componente separato dalle altre tre ma come la dimensione che prenderà forma a partire dalle altre e assumerà sempre più importanza tanto da condizionarle completamente alle soglie dell'età adulta.
Si è però detto che la sovradimensione tattica non è altro che intenzionalità 'tattica', cioè la tattica degli adulti in questo metodo di allenamento é intenzione, decisione quindi 'finalità'. In questa prospettiva quella che era la finalità del gioco in età infantile diventa finalità e basta, cioè scompare il gioco come finalità senza trovare sostituti se non la finalità stessa ma vista in modo autoreferenziale. Se da piccoli si faceva la guerra per gioco, da grandi si fa la guerra e basta, senza un fine, addirittura col fine, dice qualcuno, di fare la pace (che è un paradosso un pò schizofrenico). Ma cosa vediamo noi nei campi sportivi ? Giocatori che si scannerebbero per una meta, per un punto, per un goal che poi si danno la mano alla fine come se nulla fosse accaduto fino a pochi istanti prima. Si assiste a comportamenti scorretti fino a pochi istanti prima del fischio finale o a grandi proteste per poi metter tutto da parte subito dopo il fischio di fine incontro (per lo meno quando il comportamento delle due società è incentrato sui cosiddetti valori sportivi).
La periodizzazione tattica fa emergere contraddizioni insite nel comportamento umano adulto e fa apparire il gioco (spontaneo) dei bambini più coerente e funzionale di quello che si esprime spesso nelle scuole calcio che, più o meno consapevolmente, influenza e induce i bambini a diventare inevitabilmente adulti con tutto ciò che ne consegue a livello sportivo e cioè a dover essere allenati per farsi convincere che ci si può fare la guerra ma per finta, senza scopo e senza rancore.
Il microciclo strutturato
Bibliografia:
- Periodizzazione tattica, ... (pdf, Luciano Vulcano, Tesi FIGC 2021/22)
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ESPACIOS DE FASE. COMO SEIRUL.LO CAMBIÓ LA TÁCTICA PARA SIEMPRE, (AGUSTIN PERAITA SERRA, in lingua spagnola)
- Didattica per la scuola calcio